venerdì 12 marzo 2010

NEW YORK E' UNA FINESTRA SENZA TENDE


Non posso dimenticare il mio arrivo in città. L’estate dei venticinque anni, uno zaino pieno di libri come sedile, e la corriera che emerge dal buio del Lincoln Tunnel. Anch’io cercavo qualcosa laggiù - le strade degli scrittori che amavo, la loro ispirazione segreta - ma non ero pronto all’accoglienza che mi aspettava. Sbarcando dal New Jersey, Manhattan apre il sipario all’improvviso: poco prima stavo contemplando un paesaggio di fabbriche e svincoli autostradali, e subito dopo ero tra i grattacieli. L’edificio davanti a me, nella fuga prospettica della 34a Strada, assomigliava del tutto all’Empire State Building. Non ho fatto in tempo ad abituarmi alla luce che l’autista ha accostato, ha annunciato il capolinea e mi ha scaricato a terra. Di colpo ho smesso di osservare la città nel finestrino - e di studiarla, immaginarla, desiderarla, perfino averne un po’ paura - e ho cominciato a farne parte.


Esce in questi giorni il libro a cui ho lavorato nell'ultimo anno. Domenica 21 marzo lo presento alla Scighera, dalle 21.30 in poi. Chi vuol venire a brindare con me è il benvenuto!

22 commenti:

  1. url cambiata nei miei link.
    e cazzo, complimenti!

    RispondiElimina
  2. Anch'io ho aggiornato url. Complimenti! Appena esce qui nel Veneto lo prendo. Sono proprio curioso di leggerlo...

    RispondiElimina
  3. va che fa il figo col libro e il nuovo blog :)))))
    domani forse riesco a venire col moroso rompipalline ;)

    RispondiElimina
  4. Caro Paolo Cognetti, auguri per il trasloco. Una richiesta: ma i commenti del blog precedenti ? Andati ? (se si, peccato !!!)

    RispondiElimina
  5. ciao cletus, purtroppo è stata una fuga un po' precipitosa. ho deciso di chiudere con nova e ho portato via tutto in un paio d'ore, conservando i post più importanti e cancellando tutto il resto da lì. perciò i vecchi commenti si sono persi, mi dispiace. ma non senti questo profumo di pulito?

    RispondiElimina
  6. Lo prenderò.

    auguri per il nuovo blog!

    RispondiElimina
  7. che bella edizione, non vedo l'ora di prenderla per me e altre da regalare :)
    spettacolo l'idea del dvd.
    ciao,
    matteo

    RispondiElimina
  8. Presente - stop - Aggiornati tutti i link - stop -
    Buon vento, Capitano!

    RispondiElimina
  9. In bocca al lupo per il libro nuovo, sicuramente lo leggerò
    Lorenzo

    RispondiElimina
  10. ci sono anch'io!
    in bocca al lupo.

    RispondiElimina
  11. Domenica torno prima dal Fantasy Horror Award di Orvieto solo per vedere la presentazione.
    Se non è amicizia questa...

    RispondiElimina
  12. Ciao Paolo, il libro è già nelle librerie? Se è così più tardi ci faccio un salto :-)

    Complimenti per il blog!

    RispondiElimina
  13. ciao patassa, dovrebbe uscire domani (giovedì).
    grazie!

    RispondiElimina
  14. Beh, c'e' un lavoro da oggi in libreria e che per un caso fortuito ho tra le mani gia' da un giorno. Me lo sono letto d'un fiato. Ogni pagina e' una dichiarazione d'amore. Arrivando all'ultima riga, ancora sul treno per Coney Island, ci si accorge di aver raggiunto un'empatia piena coi protagonisti delle sue storie. E che questo e' lo scopo del libro: fare INNAMORARE della New York diversa e piu' vera anche chi l'abbia gia' "consumata" - una sveltina di tre giorni e poi via al Grand Canyon e a Niagara Falls.

    Nel libro c'e' un NOI narrante un po' particolare: tu e i tuoi amici scrittori, Whitman, Whitehead, Ginsberg, Capote, Melville, Grace Paley, Salinger, Auster... Cosi' diversi come epoca, stile, carattere ma cosi' simili nel cogliere coralmente il segreto di questa citta', il suo sofferto e continuuo divenire, attraverso storie di persone. Che si ripetono e ripetono uguali: una lunga traversata, una qualche Ellis Island, una topaia, un tenement, e poi chissa' forse la realizzazione del sogno. Nei secoli dei secoli e' solo questa l'anima della vostra Gotham. Non i grattacieli, gli opifici, le banche, i magazzini che nascono e decadono rapidamente; non avevo mai pensato a NY come ad una citta' attaccata dalla muffa e dalla ruggine, ma a rifletterci bene e' proprio cosi'. Nel vostro raccontare, solo i ponti sono indistruttibili, guardati con rispetto e con affetto speciali.

    ""Il ponte di Williamsburg sembra un viadotto ferroviario. E' pesante come le sue putrelle di ferro, come le viti e i bulloni che a migliaia lo tengono insieme. Se non concede molto allo stile e' perche' non serve a celebrare un architetto o un'epoca, ma a far passare di li' una massa di profughi. Osservandolo, bisognerebbe tenere a mente il motivo per cui fu costruito, quanti uomini ha accompagnato verso una nuova vita. E' una di quelle opere drammatiche che conservano la memoria degli umili""

    Nel riattraversarlo con voi, anch'io mi sono commossso e l'ho eletto per una sera a mio ponte preferito.

    Se mi sono innamorato io - cosi' ruvido - di questa vostra Gotham riproposta capitera' certo a molti altri. Ve lo auguro di cuore, avete scritto pagine splendide, appassionate, che vincono sulla ruggine e la muffa.

    parames - milano

    RispondiElimina
  15. Ho da poco finito di leggere il tuo New York è una finestra senza tende. La prima cosa che mi ha colpito è il potere catturante della tua scrittura e di quello che dici; dopo che l’ho cominciato non sono più stato in grado di smettere. Mi sono innamorato della New York che descrivi e dei personaggi che ci hai messo dentro. Il mio lungo elenco di libri da leggere da oggi si allarga a Paley, Moody, Singer, Melville... anzi, da rileggere, perché malgrado li avessi già incontrati, attraverso le tue parole ho scoperto di essermi perso molti dei loro angoli più in ombra. Quindi grazie. Tornerò a New York in giugno e la guarderò con occhi diversi.
    Ti lascio con un aneddoto. Ho comprato il tuo libro in una piccola libreria di fronte alla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano. Mentre ero lì è entrato un mendicante che, avvicinandosi silenziosamente alle persone nel negozio, chiedeva di aiutarlo, diceva proprio così: “Mi aiuti per favore”. È stato velocemente accompagnato alla porta da un imbarazzato commesso. Pochi secondi dopo una signora bionda si è avvicinata al bancone e ha detto: “Ora non si può più nemmeno guardare una vetrina in pace senza essere importunati da questa gente. Poi tu lasci la macchina un secondo senza far vedere il pass e ti danno la multa”. Il commesso si è limitato ad annuire. Questa signora aveva il naso innaturalmente dritto e una borsa Luis Vitton. Ha comprato una montagna di riviste e se ne è andata. Perché la racconto? Forse perché ti sento affine. Forse perché ho partecipato a tutto ciò per acquistare il tuo libro. O forse solo perché questa libreria sorge in un luogo in cui hanno passeggiato persone come Leonardo, Mozart, Manzoni, magari anche Cheever e milioni d’altri compresa una signora bionda dal naso dritto e una borsa francese.

    Gianluca

    RispondiElimina
  16. ciao gianluca, grazie per le tue parole.
    grazie anche per la tua storia: prima dell'entrata in scena del mendicante, mi piace immaginarti in corso magenta in cerca del mio libro. dopo, mi è venuta una gran tristezza. viviamo in un posto grigio e in tempi bui.
    io faccio tutti gli anni la lotteria per la green card, comunque.

    RispondiElimina
  17. Preso. Pregusto e poi dico.

    RispondiElimina
  18. Ciao Paolo! Sono Antonio. Qualche mese fa ti scrissi dalla "lontana" Catania per dirti quanto mi erano piaciute le storie che avevi raccontato in "Una cosa piccola...", non so se ricordi, ti avevo scritto di sentire una sorta di empatia nei tuoi confronti. Innanzi tutto, auguri per il trasloco!
    Ho da pochissimo preso il tuo libro su New York, l'ho divorato in neanche due giorni; ho visto il documentario, lo trovo spettacolare. Ho familiarizzato con una città che, devo ammettere, un po' mi spaventava. E mi hai fatto venire una gran voglia di letteratura americana. Hai letto "Cold Spring Harbor"? Io sono al terzo capitolo, buon libro. Spero ne parlerai sul tuo blog.
    Ho prenotato il libro di Dubus dopo averne letto qui. Grazie!!!
    La cosa più bella del dvd su new york? Sheley jackson che passeggia sul terrazzo davanti al sole: indimenticabile.
    Ciao e a presto!

    RispondiElimina
  19. ciao Paolo ! sto patendo per New York e mi porto con me il tuo libro!
    ti abbraccio Cinzia Bomoll

    RispondiElimina
  20. Caro Paolo, ho gia' da tempo questo tuo bellissimo libro essendo appassionata di Ny e letteratura nord-americana...ma come posso fare a vedere le interviste di Scrivere New York??? Non posso rassegnarmi ad averlo perso!!! Vedere i miei autori preferiti rispondere alle tue domande...nella citta' che amo di piu'...sarebbe straordinario!!!! Complimenti per tutto il lavoro che svolgi, mi piace molto.
    Grazie e scusa se sono tanto insistante ma davvero ci terrei a trovarlo
    Raffaella

    RispondiElimina